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COMUNICATO STAMPA

OSTIA, STABILIMENTO URBINATI:

“BLITZ” DI ROMA CAPITALE NONOSTANTE LE INDAGINI SUL DEMANIO

 

Roma Capitale ha rigettato le osservazioni presentate dalla società Stabilimento Balneare Moderno S.r.l., concessionaria storica dello stabilimento balneare Urbinati di Ostia, confermando così la volontà di procedere all'avvicendamento della concessione dello stabilimento senza attendere la conclusione del procedimento di delimitazione del demanio marittimo attualmente in corso presso la Capitaneria di Porto.

In risposta, la nostra società ha trasmesso una nuova diffida formale questa mattina. 

 

Mentre sul litorale di Ostia pendono delicati procedimenti di delimitazione del demanio marittimo e denunce alla Procura della Repubblica per turbativa d’asta, Roma Capitale accelera. 

In contrasto con il dovere di prudenza amministrativa, Carlo Mazzei, attuale Direttore della Direzione Rigenerazione del Litorale e Grandi Progetti di Roma Capitale, sta tentando di forzare, con convocazioni a tappe forzate, l’avvicendamento della concessione demaniale dello stabilimento "Urbinati".

 

L’oggetto della contestazione non è il passaggio di consegne in sé, ma il tentativo di imporre la sottoscrizione di un verbale che, di fatto, cristallizzerebbe uno "stato dei luoghi" — comprese opere edilizie e urbanistiche ancora oggetto di istruttoria — come se tutto fosse in regola. 

Firmare oggi significherebbe prestare il fianco a una sorta di sanatoria di fatto, ignorando la complessità delle criticità sollevate.

 

La società Stabilimento Balneare Moderno S.r.l. ha risposto con una diffida formale inviata anche al Dipartimento Patrimonio, al Sindaco, all'Avvocatura Capitolina, alla Prefettura, al Segretariato Generale e, per opportuna conoscenza, alla Procura della Repubblica, ribadendo che nessuna sottoscrizione avverrà finché le pendenze in corso non saranno chiarite.

È in corso una verifica formale sulla perimetrazione del demanio marittimo — tema sollevato anche dall’indagine di LabUr [https://www.labur.eu/public/blog/2026/04/28/4711/] — che rende incerto il perimetro stesso su cui il Comune sta esercitando poteri decisori.

In questa battaglia per la trasparenza mi interrogo se la scelta di voler chiudere invece questo capitolo non sia l'ennesima dimostrazione di una burocrazia che, per mera fretta, ignora le norme che dovrebbe tutelare.

Crediamo nelle istituzioni e chiediamo che sia la legalità, e non la fretta, a guidare ogni decisione.

 

La vicenda è resa ancora più opaca dal fatto che la società sia venuta a conoscenza della prima convocazione non da una comunicazione istituzionale, ma attraverso un soggetto estraneo al procedimento: una circostanza già formalmente contestata per la sua assoluta anomalia.

Dietro questa vicenda non c’è soltanto una concessione balneare. C’è una famiglia che da generazioni è parte integrante della storia di Ostia, radicata nella memoria e nella toponomastica del territorio. È a questa storia che oggi si chiede di assistere — senza adeguate garanzie — ad un procedimento che la società ritiene viziato da gravi irregolarità.

 

La cittadinanza e gli organi di controllo sono stati informati.

La prudenza amministrativa dovrebbe essere il faro di chi gestisce la cosa pubblica.

Ad Ostia, al momento, sembra prevalere altro.

Per ulteriori informazioni:

info@urbinatiostia.it

Francesco Casale

Legale rapp.te p.t. Stabilimento Balneare Moderno S.r.l.

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